
Raffaele Nesci 2012 installazione site specific
“Solo quando l’ultimo fiume sarà prosciugato, quando l’ultimo albero sarà abbattuto, quando l’ultimo animale sarà ucciso, solo allora capirete che il denaro non si mangia.”
Toro Seduto
Il progetto prevede la realizzazione di un’installazione, costituita dalla presenza centrale di un fusto di petrolio sospeso, dal quale cima un prato e colano radici, tale ossimorica immagine rappresenta la speranza di una vittoria della green economy – archetipicamente riconoscibile nell’erba e nella sua cromia – nei confronti di un economia insostenibile come quella che attualmente prevale, a far da cornice a questa figura plastica, ed al luogo d’installazione, dove le prospettive relative alla green economy sono protagoniste, vi è un mondo in cui si delinea uno scenario d’un impressionante brutalità, unione di visioni forti, che troppo spesso ormai ritroviamo nei mezzi di informazione e che l’uomo moderno ha assimilato, di fronte alle quale è colto da un rassegnato disinteresse.
Dobbiamo pur sempre considerare di essere figli di quegli anni settanta durante i quali nascevano le prime vere idee di ecologia, mentre dirimpetto s’imponeva l’industrial design fatto di “new antiecologists materials” e di idee di produzione in larga scala, cosi sconsiderata da non vagliarne gli effetti, nasce contestuale la sperimentazione di materiali originali che invadono il nostro vivere quotidiano sulla scorta di una nuova civiltà dei consumi che – nei fatti – non riesce ancora a pensare alla natura come bene finito, e che dunque va trattata con estremo rispetto, con la dovuta lungimiranza. ; ne sono esempio il gruppo sturm che sostituisce i prati d’erba con ironici “pratoni” domestici in poliuretano; ora, un cosi repentino allontanamento dalla natura ed un cosi poco lungimirante, sfruttamento della terra hanno portato a quella succitata rassegnazione ignorante, che consente di guardare immagini nei media, tanto violente senza porsi eccessivi problemi.
Ego Petroli è un Brand ideato ad hoc, che riconduce ai loghi delle grandi multinazionali del petrolio, atta a contestare il brutale atteggiamento delle stesse nei confronti dell’ecologia, nascoste dietro ad un logo accattivante e professionale, infondono fiducia nel fruitore, evitando che esso possa soffermarsi a pensare la negatività del contenuto del fusto.
Alla base passano, all’ascolto dei fruitori, “sporche” voci provenienti da un reality show a dimostrazione della “cultura” dei giovani protagonisti mediatici di questo millennio; ma di fronte ad un cosi fastidioso “rumore” ed immagini cosi scioccanti è l’erba a levarsi con lenta e leggera potenza da un macabro ma ormai sconfitto fusto di petrolio; è dunque lo stesso elemento naturale ad esigere dallo spettatore massima attenzione, cosi da potersi imporre al mondo; come appunto sarà l’ecologia a fare, nei confronti dell’economia.




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