federico aprile_opere

“Il caso Aprile”

Il varco (nel) luogo del sentimento…avvicina spiriti affini

Spesso cerchiamo di identificare un’immagine con le apparenze, ma se questa stessa immagine fosse rievocata con l’assenza?

Quanta emozione proviamo per la mancanza di un nostro caro o la perdita di un oggetto fisico che ci ricorda una particolare sensazione vissuta?

L’immagine, dopo gli esiti della “Società dello Spettacolo”, è diventato un fenomeno complesso. Ha mutato lo statuto. Agisce su nuovi territori.

Se l’immaginazione rafforza la nostra visione, l’emotività amplifica la propria essenza e il nostro modo di vedere. Noi vediamo ciò che scegliamo di vedere. Ciò che è inspiegabile può diventare un atto divino per l’uomo comune oppure uno stimolo per una mente più aperta, che si allontana da questa visione dell’inspiegabile e tende ad avvicinarsi a se stesso, prendendolo come speranza, imparando a credere nelle proprie capacità. Noi siamo ciò che facciamo e ciò che lasciamo al prossimo comunicando la nostra essenza a chi raccoglierà il frutto del nostro lavoro.

Nella fascia alta del cambiamento vi sono le emozioni, e il compito dell’artista è di mostrare le proprie capacità per ampliare la propria emotività insieme a quella del prossimo. Il talento in tutte le sue forme è l’espressione più assoluta, è la forma d’emozione più alta, smuove gli istinti e avvicina gli spiriti affini.

Come sosteneva Brancusi, per fare un’arte libera e universale, bisogna essere Dio per creare e per comandare e schiavo per eseguire; in poche parole ingenui protagonisti. E se il fine dell’arte è creare la gioia, si crea artisticamente solo nell’equilibrio e nella pace interiore.

Oggi, come ieri, il demiurgo deve provare l’impressione del vuoto assoluto, un nero nel quale non c’è nessuno. E del pieno assoluto, una luce inaudita. Un’esperienza illuminante!

E se l’arte non è un caso, se fa nascere le idee e non le riproduce, Federico Aprile oggi ha assolto il suo compito cercando e trovando abilmente il vuoto e il pieno passando dall’oscurità alla luce in un battito di ciglia, attraverso le forme celate e l’equilibrio delle proporzioni è arrivato a conoscere veramente se stesso intimamente e da questo l’umanità intera.

L’artista nella sua prima mostra personale ci presenta il luogo dove un essere “genialmente ingenuo”, elevato spiritualmente e umile al contempo dissolve il paesaggio umano nel turbamento dove si avverte il terribile silenzio dell’immenso.

Benvenuto tra i sognatori, Federico!

Lino Acconcia

  • cm 200x75 - olio su tela - 2014
  • cm 91x280 trittico - olio su tela - 2014
  • cm 150x50 - olio su tela - 2014

    emersione

    cm 150×50 – olio su tela – 2014

  • cm 90x125 - olio su tavola - 2014
  • cm 175x110 - olio su tela - 2014

    caos

    L’auto-annientamento è la rinascita, la perdita di ogni certezza. Ora si è nel tremante dubbio che dalle macerie sbuffa un fumo chiarificante.

  • polittico - cm 100x100 - olio su tela - 2014

    ciò in cui nasce, ciò che nasce

    Esiste un luogo in cui delle cose accadono; ma esiste anche ciò che accade in quel luogo. In questo caso il luogo della nascita e la cosa nata coincidono su una sola superficie: la tela del pittore. “Non uno che non sia un respiro gettato con tutta la forza dei miei polmoni con tutto il [...]

  • cm 160x100 - olio su tela - 2014

    pensieri

    Cosa esiste di più effimero dei pensieri, maree in piena che quotidianamente ci sovrastano per poi poco dopo ritirarsi? L’uomo non permette a pieno questa risacca, e trattiene qualcosa sulla riva; l’uomo la osserva, la medita e attraverso la materia la carica di ricordi e di visioni. “Il nostro compito come artisti è mostrare agli [...]

  • cm 120x100 - olio su tela - 2013

    uomo

    Lo spazio nero delle possibilità è la pittura ed ogni mezzo si voglia utilizzare, in quanto materico, scatena energia e da questa creiamo. Il tuffo delle mie particelle in uno spazio che le schiacci distruggendole, presume una formazione altra; sappiamo che tutto l’universo raggiunge un equilibrio; risultato zero. Vorrei che l’uomo fosse lontanamente di fronte [...]

  • bla bla bla

    svenimento

    La rappresentazione è l’ostacolo da limare lentamente, affinché questo crei un luogo, un evento, un collasso, una gestazione. Quale lima migliore della pittura?