Il recupero dell’uomo attraverso l’annullamento di un’immagine, il dinamismo del correre di cani, che dal punto di vista semiologico assume una fluidità pittorica travolgente, quasi eclissato dalle forme prime in cui si inscrive un testo dal segno fortemente grafico, riportante una massima ribadita allo stremo.
l’opera contesta la mancanza di obbiettivi e la totale assenza di “grinta” dell’uomo contemporaneo, ormai assoggettato dai media e da una sorta di eccessiva quiete, quasi rimessa di fronte alla situazione della società.
Da questo nasce l’esigenza di dare una scossa e pretendere dal fruitore una svolta di pensiero, che lo renda piu ambizioso rispetto alla crescita dell’intera società
E’ la forte attrazione che si genera grazie alle cromie e al segno, che non permette allo spettatore di uscire “indenne” dall’opera, che con forza dialoga con il fruitore, in modo maieutico, estraendo pensieri che sono parte dell’umana consapevolezza, ma che l’uomo contemporaneo tende a celare.Si viene dunque travolti dal dinamismo delle sfumature, in un’esibizione di toni che plasmano le figure, fino a generare un cortocircuito di forme, che pretende di sedurre chi le osserva.
- Nicolò Vitacco




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